Archive for the 'arte civica' Category

Roma, 10 -11 -12 maggio 2008
Via del Foro Italico 531
Campo rom della Comunità serba Kanjaria
(campo provvisorio dal 1991)
Le famiglie rom Kanjaria di Via del Foro Italico 531
ospitano:
 

Atto di residenza poetica


Ulica Bactalì (Strada Fortunata), civico n° 1

A cura di
Stalker/Osservatorio Nomade
Corso di Arte Civica prof. Francesco Careri
Clan Agesci Roma Uno (scout)
Sabato 10 e domenica 11 maggio Stalker abiterà poeticamente il campo di Via del Foro Italico, dove lavora ormai da un anno. Insieme a noi gli studenti del Corso di Arte civica, il Clan Agesci Roma Uno (Scout II municipio), Mediatori sociali del comune di Roma, Arci Solidarietà e le famiglie rom.
Obiettivo della residenza dare il via ai lavori di ristrutturazione del campo che da più di 17 anni vive in una condizione di esistenza provvisoria. A circa un anno di tempo dalle demolizioni delle baracche dei rumeni il campo ha bisogno di una rigenerazione e di una nuova sistemazione degli spazi vuoti, di una pulizia delle aree rimaste in abbandono, infine di una valorizzazione degli ingressi al campo dalla città (pedonale dal tunnel e carrabile da via del Foro Italico) e dell’area verde a ridosso del fiume Tevere.
La residenza poetica è finalizzata a breve termine alla realizzazione dell’esperienza Testimoniare un campo rom (che si terrà a giugno 2008) e a lungo termine alla definizione di strategie architettoniche e paesaggistiche che prevedano l’inserimento del campo nei progetti urbanistici esistenti.
Lo sgombero imminente ancora una volta minaccia alle radici non solo la possibilità di costruire un rapporto positivo con la città, ma la capacità stessa di abitare. Questa condizione di sospensione spesso spiega le condizioni abitative disastrose in cui si trovano i campi rom. La comunità di Via del Foro Italico non è nomade, ha lasciato in patria la propria casa e desidera vivere in una casa.
Nell’attesa che vincoli burocratici, legislativi e culturali si sciolgano e permettano alle famiglie di accedere a una casa popolare, immaginiamo un’alternativa ai campi di container senza alberi fuori dal raccordo anulare, e iniziamo a costruirla.
Non un’atto di resistenza alle politiche urbane e sociali della nostra città, piuttosto un’atto di residenza, un’atto di fede, una dichiarazione di vicinanza costruttiva.
Programma delle giornate:

 sabato 10 maggio
– ore 10.30 -13.00 coordinamento lavori con i capofamiglia e gli studenti del Corso di Arte Civica
– ore 15.30 – organizzazione gruppi assieme al Clan Agisci Roma Uno
– ore 16.00 – 20.00 pulizia
– ore 21.00 cena
– pernotto in tenda
domenica 11 maggio
– ore 9.00 colazione
– ore 9.30 inizio lavori: tinteggiatura tunnel, progettazione piazza centrale, sistemazione del verde all’ingresso del campo e nella terrazza sul Tevere
– ore 13.00 pranzo
– ore 15.00 proseguimento lavori
– ore 19.00 condivisione esperienza
– pernotto facoltativo in tenda
lunedì 12 maggio
– ore 10.00 programmazione incontri mese di maggio e giugno
– ore 10.30 -13.00 workshop – progettazione
– ore 13.30 pranzo al sacco
– ore 14.00 – 19.00 workshop – progettazione

La residenza poetica è un’atto di fede nei luoghi e nelle persone che li abitano.
La residenza poetica è strumento per condividere una progettualità inedita,
per superare confini e vincoli burocratici attraverso l’ascolto, la condivisione e l’immaginazione.
La residenza poetica è finalizzata ad elaborare strategie urbanistiche sensibili agli uomini
piuttosto che al cemento.
Report dell’esperienza:
Toponomastica: per la prima volta dopo 17 anni sono stati dati nomi alle strade. La strada di ingresso si chiama Via Roma (Via dei Nomadi), la prima strada a sinistra Ulica Bactalì (Strada Fortunata), la seconda a sinistra Ulica Monte Parioli (residenza dell’ambasciata Serba), la terza a sinistra Ulica Barvalì (Via Ricca), l’ultima traversa a sinistra Ulica Sucar (Via Bella). La strada a ridosso del fiume è stata nominata Lungotevere Rom.
Numeri civici: ciascuna famiglia ha affsso sulla casa il numero civivo relativo alla propria abitazione.
Ulica Bactalì, (Strada Fortunata) n°3
Ulica Bactalì, (Strada Fortunata) n°9

 

 

Ulica Monte Parioli (Residenza dell’Ambasciata Serba), civico n°10

Parco giochi:

 
Giardinaggio: abbiamo piantato 1prugno, 1 limone, 1alloro, 3 piante di rosmarino
 
Posta: costruzione di una cassetta per le lettere
Tunnel: pulizia e rimozione oggetti abbandonati
Abbecedario: italiano-romanesh-inglese-spagnolo

 

 

 

 
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lunedì 5 maggio – appuntamento al campo alle 14.30

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aprile:

lunedì 28 aprile – appuntamento al campo alle 14.30

lunedì 21aprile – appuntamento al campo alle 14.30

lunedì 14 aprile – appuntamento al campo alle 14.30

lunedì 7 aprile – appuntamento al campo alle 14.30

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lunedì 31 marzo – appuntamento in aula al mattatoio

proiezione di video e alle 17.30 incontro con Antun Blazevic, mediatore sociale, attore, sceneggiatore

Testimoniare un campo rom
Stalker e Antun Blazevic
 
lunedì 31 marzo ore 17.30
Via Aldo Manuzio 72, ex Mattatoio
Facoltà di Architettura Roma3
 
dal progetto nel campo rom del Foro Italico di Stalker
e dal progetto di uno spettacolo teatrale sui rom di Anton Blazevic
 
nasce l’incontro per costruire un’esperienza
tra il mondo dei rom e il mondo dei gagè*

 
Numerose esistenze nate e cresciute in seno ad un paradosso legislativo e urbanistico. Il cui futuro è sospeso nei campi sosta provvisori.
Quello di Via del foro italico è un campo provvisorio dal 1991, ovvero da 17 anni. In 17 anni nascono bambini, muoino anziani, si costruiscono rapporti con la città, si ha cura degli altri, si torna in patria, si ha fede nella vita, si cambia e si resta sempre identici. Dopo 17 anni di provvisorietà permanenente la paura dello sgombero mette ancora in discussione la scommessa sul futuro.
E più che mai sul presente.
 
Due mondi si incontrano
immaginando assieme uno spazio nuovo
capace di accoglierli entrambe.
 
*(gagè: non rom)
 
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Antun Blazevic
Ricordi
 
Dall’incontro di un gruppo di Rom, appassionati di musica e teatro,
nascela necessità di mettere insieme gli interessi comuni, per dare vita
ad unsoggetto culturale capace di proporre uno spettacolo teatrale, in cui
uniciprotagonisti siano i Rom.
L’ideatore del progetto è Antun Blazevic, che attualmente collabora
comemediatore culturale Rom con il Comune di Roma, ed è protagonista,
oltreche coautore dei testi, dello spettacolo teatrale realizzato da Moni
Ovadia”Ieri e oggi, storie di ebrei e di zingari”. Lo affianca un gruppo di
musicisti della formazione Taraf Metropulitana.

COSA VOGLIAMO FARE
La cultura e le tradizioni del popolo Rom si esprimono per lo più
attraverso la musica e i racconti orali. Non esiste praticamente
niente discritto, né musica, né letteratura, né altre espressioni artistiche,
che quindi si tramandano tra le generazioni solo con le parole e
l’insegnamento pratico. L’evolversi degli stili di vita, l’abbandono pressochè
totale del nomadismo, la necessità di inserirsi nel tessuto sociale urbano
soprattutto da parte dei giovani, rischiano di far disperdere un patrimonio
culturale dalle radici antichissime, o di renderlo preda della modernizzazione,
stravolgendone l’identità.

LO SPETTACOLO
Da tempo si assiste, nel mondo degli appassionati dello spettacolo,
ad una tendenza (che si sta trasformando in moda) verso la musica e la
cultura Rom, prevalentemente d’origine balcanica. A questo evidente
entusiasmo non si accompagna però, da parte degli spettatori, un altrettanto
evidente bisogno di conoscere da che cosa e da chi lo spettacolo trae le sue
origini: molti “intenditori” si fermano alle musiche di Goran
Bregovic o ai film di Emir Kusturica, e niente invece sanno delle vere radici della
storia dei “gitani”, né delle loro attuali condizioni di vita nelle
aree cittadine. Lo spettacolo che intendiamo mettere in scena vuole
proporre un nuovo approccio del pubblico verso la cultura Rom. La musica e i
testi sonointegralmente elaborati dal gruppo proponente. La struttura
scenografica riproduce, in maniera scarna, ma efficace, le condizioni di un “campo
sosta”. Sul palco si alternano un unico attore e i musicisti,
accompagnati a volte da danzatrici. I brani recitati dall’attore (Antun Blazevic,
che ne è anche l’unico autore) raccontanostorie di vita, in prosa e in poesia,
del popolo Rom. I pezzi musicali, risalenti alle tradizioni balcaniche, sono rielaborati in modo
originale<dalla “band” Taraf Metropulitana, e accompagnano la voce narrante,
adattando la musica al racconto.

COSA CI ASPETTIAMO
Il nostro spettacolo si intitola “Ricordi”. Sono i ricordi di
un’epoca che pare tanto lontana, ma che invece è ieri, sono i ricordi dei vecchi,
che non vogliono che i giovani dimentichino le loro origini, sono i
ricordi di un mondo che appare all’esterno in modo troppo spesso negativo o solo
folkloristico, mentre invece vive ancora oggi in uno stato di
segregazione sociale che di folkloristico ha molto poco. Probabilmente il nostro
è finora l’unico tentativo, in Italia, di ideare e portare in scenauno
spettacolo interamente progettato solo da Rom. Crediamo fortemente
nel teatro come forma di diretto coinvolgimento del pubblico rispetto a
ciò che viene rappresentato: questo tipo di comunicazione, a metà strada tra
il messaggio sociale e il divertimento, può costituire una vera novità
nel promuovere il dialogo e la comprensione tra diversi modelli di vita,
tracciando un nuovo percorso verso una reciproca, reale conoscenza
tra Rom e “gagè”.
 
Antun Blazevic
Mediatore culturale, protagonista e coautore dei testi dello spettacolo teatrale
realizzato da Moni Ovadia “Ieri e oggi, storie di ebrei e di zingari”

 
web: http://chisonoglizingari.blogspot.com/

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